Sabato sono andato a Reggio Emilia a vedere l’inaugurazione dei ponti progettati da Santiago Calatrava.
La costruzione dei ponti è solo parte, la prima visibile, del rimodernamento di Reggio Emilia e del suo comprensorio; per esempio già in questo momento le piazze principali di Reggio Emilia sono in fase di ristrutturazione.
Come spero saprete, Reggio Emilia ospiterà l’unica stazione della TAV [esattamente al km 129] tra Bologna e Milano: la stazione Mediopadana.
Istruzioni per vedere il progetto:
link > pojects > current projects > Reggio Emilia Station in Campegine
Tutto questo sta scatenando forti polemiche in città; polemiche che possiamo riassumere così:
Non abbiamo bisogno di grandi opere ma di tante risposte e soluzioni a piccoli e grandi bisogni e problemi quotidiani. Non ci interessa una cittadina esclusiva vogliamo una città per tutti a misura di bambino. Si dice che ci serva tutto questo anche solo per dare da lavorare alle imprese di costruzione e ai lavoratori dell’indotto.
Peccato che la stragrande maggioranza saranno opportunità di lavoro e non posti: sarà precario, subappaltato, in nero il lavoro nei cantieri.
Una città di provincia piena di qualità e di cose da poter mostrare messa sempre da parte come fa a uscire dal mucchio? Non ce la fa.
Un esempio è Bilbao che, dopo la costruzione del Guggenheim, di botto è diventata interessante per molti turisti.
Il cumune di Reggio cosa ha pensato?
Ha pensato di affidare la costruzione di una grossa opera di ingegneria a un famoso architetto internazionale; Calatrava per l’appunto.
Nelle nostre città è raro trovare spazi per nuova architettura, le grandi polemiche per l’Ara Pacis a Roma sono un esempio lampante.
Reggio ha avuto l’opportunità di farlo e ha sfruttato l’occasione.
Il comune ha quindi commissionato a Calatrava i progetti per tre grandi opere:
I ponti sono solo un terzo del progetto di riqualificazione della Zona Mancasale, una parte stupendamente accessoria :)
In questo link si possono vedere i disegni delle altre opere. Il casello è stato ricostruito e ora manca solo la calatravizzazione, il bando di concorso per la costruzione della mediopadana verrà pubblicato i prossimi giorni sulla gazzetta ufficiale europea.
Se uniamo queste cose al rimodernamento del centro e tutto il resto direi che non si possa dire che quest’opera sia una cattedrale nel deserto.
PS: credo sia chiaro che sono favorevolissimo a questa evoluzione del mio capolugo di provincia.
*adoro* quei ponti. il fratello maryo me ne è testimone (mi manda gli mms con le foto degli stessi quando passa di là :D
^.^ un atmb innamorato dei ponti.
p.s. Gavino rocks.
si però non è stato ricordato quanto viene speso all’anno di illuminazione per quei ponti.
tu che sei uno che sai, ricordalo per favore
racconta di Grigniani.. che diavolo combina al Wolf???
anch’io li adoro… e condivido la tua analisi (una volta tanto :P ).
Ho sentito pareri abbastanza negativi sull’operato dell’amico Calatrava, dal punto di vista funzionale più che estetico. Pare che numerose sue opere realizzate in Spagna abbiano problemi strutturali, ed anche il recente ponte di Venezia avrebbe un peso anomalo, tale da creare problemi.
Non essendo io ingegnere ed essendo io fava non sono in grado di capire quanto di vero ci sia in tutto ciò. Sono inoltre d’accordo con quanti dicono che è troppo facile criticare a priori ogni tentativo di valorizzare il territorio: visto l’impatto ambientale nullo, non ho nulla contro la costruzione del ponte. Non c’è granché da perdere, mi sembra.
Solo il tempo potrà dare ragione agli entusiasti, ai detrattori od ai non sa/non dice. Una cosa però la posso dire subito: comunque vada, il Calatrava non potrà fare peggio di, scusate la parola, Renzo Piano.
“…comunque vada, il Calatrava non potrà fare peggio di, scusate la parola, Renzo Piano”.
Frase azzeccata, ma uno dei problemi è proprio questo. Piove sempre sul bagnato.
Tutti pazzi per Calatrava: mi basta questo per pensare che avremmo dovuto inventarci qualcosa di diverso.
E pensare che esteticamente mi piace; ed è azzeccatissima l’idea di creare un monumento (non solo immanente, ma anche funzionale) sull’autostrada.
Io i ponti (ci lavoro praticamente sotto) li trovo belli.
E concordo con la maggior parte delle motivazioni a favore.
Il problema è che… non sono motivi sufficienti!
Cose del genere andavano bene 50 anni fa o – speriamo – andranno bene fra 50. Adesso, se proprio abbiamo tante risorse finanziarie e tanta tolleranza per l’impatto visivo, dobbiamo costruire delle gran wind farm.
L’impatto ambientale non è nullo: è vero (anche se molti non la pensano così) che dal punto di vista paesaggistico sono una voce positiva.
Ma l’energia e i materiali per costruirli?
E soprattutto: l’energia e i materiali per l’esercizio e la manutenzione?
Se progettare significa anche usare la testa, qui ne hanno usato poca, vista la tassa che ci troveremo vita natural durante per la corrente e le riverniciature.
PS: confermo le voci sui difetti funzionali-strutturali di Calatrava.
Ma del resto anche un genio come Frank Lloyd Wright non scherzava.
Ciao pelo,
ora che sono informatizzato darò il mio umile contributo alle risoluzioni dei problemi trattati.Frequentando la scuola a Re ho avuto tante occasioni per guardare i tre ponti inaugurati di recente.Le mie reazioni sono state tre:la prima volta che gli ho visti mi sono sentito veramente europeo, cioè vedendo queste strutture solamente nelle grandi capitali europee la comparsa di costruzioni cosi imponenti e moderne nel bel mezzo della nuda e “violentata” pianura padana non poteva che fare piacere.La seconda reazione l’ho avuta dopo la lettura di un’articolo sul giornale “il manifesto” in cui spiegava minuziosamente i vari svantaggi(da quelli finanziari fino a quelli strutturali)dei ponti di Calatrava.L’entusiasmo europeista deiede spazio ai dubbi riguardanti al modo in cui il comune di Re raccimolò(e raccimola) i soldi necessari.La terza reazione fu di profonda tristezza nel vedere la cara bassa reggiana raggiunta dall’onta della globalizzazione.
[...] New entry: stupirsi sotto al Calatrava. [...]
Eheheheh me ne accorgo solo ora, perdono è una vita che non capito su questo blog! Confermo tutto, ATMB è innamorato perso di quei ponti. A noi esteticamente piacciono; è qualcosa che svetta alto in mezzo a tanta pianura!